SOVRAINDEBITAMENTO. Le nuove procedure per ottenere l’esdebitazione per il piccolo imprenditore e per il consumatore.

SOVRAINDEBITAMENTO.

Le nuove procedure per ottenere l’esdebitazione per il piccolo imprenditore, per il debitore civile e per il consumatore.

Con la Legge n. 3 del 27 gennaio 2012, poi modificata con il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, sono state introdotte nel nostro ordinamento procedure di esdebitazione a favore dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei professionisti ed anche dei consumatori, insomma a favore di tutti quei soggetti che non possono usufruire delle procedure concorsuali.

Prima del 2012, infatti, solo il soggetto persona fisica che veniva dichiarato fallito, una volta terminata la procedura fallimentare e ricorrendone i presupposti (tra cui la meritevolezza), poteva ottenere la liberazione dai debiti pregressi, anche nei confronti dei creditori concorsuali che avrebbero potuto partecipare al concorso e che tuttavia non vi hanno partecipato.

 

Chi può accedere alle procedure di composizione della crisi

 

Con la Legge n. 3/2012 possono oggi ottenere l’effetto esdebitatorio anche i soggetti non fallibili e precisamente:

 

a.       il piccolo imprenditore (in forma individuale, societaria o impresa artigiana)

qualora dimostri il possesso congiunto dei seguenti requisiti, ai sensi dell’art. 1 della Legge Fallimentare:

-       aver avuto, negli ultimi tre esercizi o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad € 300.000;

-     aver realizzato, negli ultimi tre esercizi o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad € 200.000;

-          avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad € 500.000.

 

b.      il debitore civile

tra cui rientra anche il professionista, eventualmente organizzato in forma associativa, non assoggettabile a procedure concorsuali;

 

c.        il consumatore

ossia il debitore persona fisica che abbia assunto obbligazioni per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata.

  

Requisiti oggettivi

 

Il presupposto oggettivo per poter accedere alle procedure è il “sovraindebitamento”, definito dalla legge come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

 

Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento

 

La legge disciplina tre distinte procedure:

 

1.     1. Accordo di ristrutturazione dei debiti

Il debitore propone ai creditori, con l’ausilio di un Organismo di composizione della crisi (OCC) o di un professionista nominato dal Tribunale, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti che sia approvato da almeno il 60% dei crediti complessivi.

Il piano è depositato in Tribunale per l’omologa.

In caso di omologazione, l’accordo è vincolante ed obbligatorio anche per i creditori che non vi hanno aderito.

 

2.    2. Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore

Qualora il debitore sia un consumatore, che ha contratto debiti per finalità estranee all’attività di impresa o professionale eventualmente esercitata, il piano proposto ai creditori, sempre con l’ausilio di un Organismo di composizione della crisi (OCC) o di un professionista nominato dal Tribunale, non richiede l’accordo dei creditori (neppure in percentuale).

Qualora sia omologato dal Tribunale produce l’effetto esdebitatorio nei confronti di tutti i creditori.

 

3.    3. Procedura di liquidazione del patrimonio

In caso di impossibilità di proporre un piano che preveda la continuazione dell’attività e la cessione dei crediti futuri del debitore e del consumatore, oppure quando non è più attuabile l’accordo o il piano già proposti, il debitore può proporre la liquidazione di tutto il suo patrimonio, affidando la gestione ad un liquidatore nominato dal Tribunale.